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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo Psicoterapeuta
La Fase dello Svincolo dalla Famiglia 04.02.2021
svincolo
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Ogni famiglia, proprio come un organismo vivente, attraversa un percorso di sviluppo costituito di fasi più o meno critiche che permettono al sistema familiare di evolversi adeguandosi alle esigenze continuamente mutevoli dei membri che ne fanno parte.

La Fase dello Svincolo consiste nel processo di crescita del figlio che, anno dopo anno, acquisisce una sempre maggiore autonomia e indipendenza fino al momento in cui si separerà dalla propria famiglia di origine.

In termini cronologici lo svincolo inizia alla fine dell’adolescenza e termina con l’allontanamento fisico e/o emotivo dalla famiglia di origine.

Spesso questa fase coincide con la scelta del giovane adulto di creare una propria famiglia anche se, sempre più spesso, i giovani oggi decidono di uscire di casa per andare a vivere da soli o con amici o colleghi.

Affinché la fase di svincolo possa avvenire in maniera fluida e senza problemi, i genitori, nel corso dello sviluppo del figlio, devono avergli offerto non solo amore e protezione ma anche una sempre maggiore autonomia e libertà di scelta, coerente con l’età.

Il figlio, infatti, può permettersi di uscire di casa solo se avrà raggiunto una solida fiducia in se stesso e la capacità di prendersi cura di sé autonomamente.

Tutto ciò può avvenire se, nella fase precedente della propria vita, in cui viveva ancora in famiglia, il giovane si è potuto mettere alla prova senza la protezione e l’aiuto costante dei genitori.

Perché un figlio riesca a compiere il processo di svincolo, infatti, deve aver raggiunto una sufficiente individuazione, investendo lentamente ma in maniera costante verso il mondo esterno, differenziandosi dagli insegnamenti sui propri genitori per poter costruire i propri valori e obiettivi di vita specifici.

A volte può accadere che il processo di svincolo vada incontro ad un rallentamento o una vera e propria interruzione.

Questo può avvenire, ad esempio, se al giovane non è stata data, da parte dei genitori, una sufficiente fiducia nelle sue capacità e capacità di giudizio.

Genitori eccessivamente ansiosi che hanno iper-protetto il figlio da ogni possibile frustrazione o fallimento potrebbero non averlo aiutato ad accrescere le proprie risorse interne necessarie per affrontare il mondo autonomamente.

Giunto in età adulta, il giocane potrebbe ritrovarsi sommerso dal terrore di non riuscire nella vita e decidere, più o meno coscientemente, di rimanere nel nido familiare.

Altre volte può accadere che lutti importanti nella storia familiare, problematiche nella relazione di coppia, o malattie fisiche impediscano al figlio di svincolarsi.

I figli, infatti, percependo le difficoltà dei genitori e la loro sofferenza potrebbero vivere la propria uscita di casa come un tradimento nei loro confronti.

Sentendosi in debito ed in dovere di ripagare i genitori per le cure ricevute ed immaginandosi che il proprio compito sia quello di assisterli, potrebbero decidere di rimanere a vivere con loro, anziché intraprendere un proprio progetto di vita autonomo, pur mantenendo un solido e duraturo legame emotivo e di aiuto reciproco con la famiglia.

Cancrini individua quattro tipologie di svincolo problematico:

  • Svincolo Impossibile: già dall’adolescenza il figlio ha mostrato difficoltà nel processo di individuazione, il processo di crescita e autonomia si è interrotto precocemente.

  • Svincolo Inaccettabile: situazione in cui lo svincolo del figlio non avviene o avviene solo per brevi periodi o per limitati settori, ad esempio, il figlio esce di casa per andare all’università in un’altra città ma fa ritorno a casa subito dopo la laurea per poi continuare a vivere con la famiglia in maniera duratura, giustificandosi inconsciamente dietro la difficoltà di trovare un lavoro.

  • Svincolo Apparente: lo svincolo avviene solo in maniera parziale, con ritorni improvvisi in famiglia e limitazioni all’autonomia individuale.

  • Svincolo di Compromesso: il figlio esce dal nido seguendo un progetto di vita che in realtà non appartiene a lui, ma percorrendo la strada tracciata dai genitori.

Queste tipologie di svincolo disfunzionale possono generare una più o meno grave sofferenza nel giovane.

Possono svilupparsi problematiche psicologiche come disturbi alimentari, disturbi di personalità, depressione o crisi psicotiche.

In questi casi la Psicoterapia Sistemico-Relazionale si è dimostrata particolarmente efficace nell’aiutare il giovane adulto a comprendere le cause delle proprie difficoltà di crescita e svincolo, permettendogli di sbloccare la situazione di stallo in cui si trova e di riattivare così il proprio ciclo vitale permettendogli di intraprendere nuovamente il percorso di sviluppo alla ricerca della propria strada di vita.

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Bibliografia

  • Andolfi M., Mascellani A. (2010). Storie di adolescenza. Esperienza di terapia familiare, Raffaello Cortina.

  • Bowen M. (1980). Dalla famiglia all’individuo. La differenziazione del sé nel sistema familiare, Astrolabio.

  • Cancrini L., La Rosa, C. (2001). Il vaso di Pandora, Carocci editore.

  • Malagodi Togliatti M. (2002). Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia, Il Mulino.


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