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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
Il Ciclo di Vita della Famiglia
cilco di vita famiglia
cilco di vita famiglia

La famiglia, pur mantenendo una propria identità nel corso della sua storia, è un organismo in continua evoluzione.

Ogni sistema familiare, infatti, segue un percorso evolutivo che si struttura in una successione di fasi di sviluppo.

Il passaggio da una fase all’altra genera conseguenti modificazione in ciascun membro della famiglia e profonde ristrutturazioni dei rapporti tra i componenti del gruppo.

J. Haley è stato uno dei primi studiosi a porre l’attenzione alle fasi del Ciclo di vita della famiglia.

Egli ha individuato varie tappe che scandiscono la storia familiare.

Ogni tappa è caratterizzata da specifici obiettivi che la famiglia ed ogni singolo soggetto appartenente ad essa devono raggiungere per passare alla fase successiva.

Generalmente vengono individuate le seguenti fasi:

A queste fasi tradizionali, vengono aggiunte le seguenti, tipiche di molte famiglie odierne:

Ad ogni stadio sono associati specifici compiti di sviluppo, che i vari familiari devono perseguire per poter giungere in maniera completa alla fase successiva.

La famiglia con bambini piccoli, ad esempio, deve imparare a mantenere chiari i confini tra il sottosistema coniugale e quello genitoriale.

Spesso, invece, il ruolo di genitore tende a fagocitare il ruolo di partner, con conseguente insoddisfazione coniugale e rischio di una grave crisi di coppia.

In molte famiglie può avvenire che, pur essendo giunte ad una specifica tappa evolutiva, i compiti di quella precedente non siano stati completati adeguatamente.

Ciò può indurre nella famiglia un blocco evolutivo, se non una vera e propria involuzione.

I disturbi psichici spesso si generano proprio a causa di una sfasatura temporale tra ciò che è richiesto dalla fase di vita attuale e ciò che è rimasto irrisolto nella tappa precedente.

Si pensi, ad esempio, a quanto spesso una coppia possa risentire di antichi conflitti che uno o entrambi i partner non hanno risolto con la propria famiglia di origine.

Alla base di un divorzio, spesso, si può riscontrare come uno o entrambi i partner stessero investono ancora troppe energie con i rispettivi genitori per potersi concedere adeguatamente al proprio coniuge.

Il passaggio da una fase all’altra, inoltre, è scandito da eventi che generano inevitabili cambiamenti nella struttura e nell’organizzazione della famiglia.

Si possono distinguere:

  • eventi normativi prevedibili e scelti, ad esempio, il matrimonio;

  • eventi normativi prevedibili e non scelti, ad esempio, la morte di un nonno;

  • eventi paranormativi non prevedibili e scelti, ad esempio il divorzio;

  • eventi paranormativi non prevedibili e non scelti, ad esempio, la morte di un figlio.

Nella famiglia, ognuno di questi eventi genera crisi nel sistema.

Con il concetto di crisi non si intende necessariamente qualcosa di negativo.

Nella famiglia, la crisi che si genera nel passaggio da una tappa all’altra consiste in una perturbazione che investe i membri del gruppo e che necessita, per essere superata, di un cambiamento delle vecchie modalità di funzionamento e di una ristrutturazione dei vecchi schemi relazionali, che i nuovi eventi dell’esistenza hanno reso non più idonei.

La crisi, dunque, può configurarsi come una positiva possibilità di sviluppo.

In una famiglia la crisi può generare proficui cambiamenti, che le permettono di evolversi.

Tuttavia, quando i membri del gruppo familiare non riescono a trovare le risorse per attuare un cambiamento, si bloccano ad una tappa del ciclo vitale, con conseguente sofferenza di tutti.

Si pensi, ad esempio, a dei genitori che non riescono a riconoscere che il proprio figlio sia cresciuto e, quando lui è un adolescente, continuano a relazionarsi a lui come quando era un bambino piccolo.

Quando si verifica un’interruzione del normale processo evolutivo della famiglia possono generarsi sintomi psicologici in uno o più membri del sistema.

Spesso, il blocco non è tanto dovuto dal tipo di evento che colpisce la famiglia, ma dalla difficoltà di questa di trovare le risorse da attivare per generare un cambiamento e superare la crisi.

In un sistema familiare anche un’insufficiente flessibilità può generare difficoltà evolutive, anche gravi.

Quando i membri di una famiglia tendono ad applicare a problematiche differenti sempre gli stessi comportamenti nonostante si dimostrino inutili e non risolutivi, si corre il rischio che si generi una forte insofferenza in ognuno, un sentimento di disperazione che può condurre anche ad una grave depressione.

Nei casi di blocco evolutivo della famiglia, la psicoterapia familiare si configura come lo strumento d’eccezione.

La psicoterapia, infatti, può aiutare i membri de gruppo familiare a modificare i propri ruoli, funzioni, a trovare nuove modalità relazionali, rinegoziare il rapporto di dipendenza e autonomia, e ad individuare modalità più flessibili e funzionali per risolvere i problemi.

La psicoterapia familiare, dunque, può aiutare la famiglia a ritrovare lo slancio per proseguire con il suo normale ciclo di vita.

Dott. Francesco Scaccia
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Bibliografia

  • Haley Jay (1976). Terapie non comuni. Tecniche ipnotiche e terapia della famiglia, Casa Editrice Astrolabio.

  • Malagoli Togliatti M.; Lubrano Lavadera A. (2009). Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia, Il Mulino.

  • E. Scabini, L'organizzazione famiglia tra crisi e sviluppo, Milano 1985.



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