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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
Il Senso di Colpa
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Il Senso di Colpa viene definito dalla psicologia generale come un'emozione complessa poiché si sviluppa successivamente alle cosiddette emozioni primarie, come paura e rabbia, che sono presenti fin dalla nascita.

Tuttavia, pur non essendo presente fin dall'origine, l'esperienza della colpa è comune a ciascuno di noi.

Il senso di colpa nasce dalla consapevolezza, a volte sbagliata, di aver commesso un errore e per questo aver fatto del male a qualcuno.

Da questo punto di vista può essere considerata un'emozione positiva, collegata all'altruismo e all'empatia.

Infatti, non ci si sentirebbe in colpa se non ci si rendesse conto delle emozioni che abbiamo suscitato negli altri ed, inoltre, non ci soffermerebbe a pensare alle proprie azioni se non si fosse interessati al bene altrui.

Il senso di colpa si associa anche al concetto di punizione.

Chi si sente in colpa si aspetta di ricevere una punizione e, soprattutto, è convinto di meritarla.

Questo sentimento in alcuni casi può generare un processo per cui, anche se perdonata dagli altri, la persona non riesce ad accettare di aver commesso qualcosa di sbagliato e continua senza sosta a tormentarsi fintantoché non percepisce di aver scontato la propria pena nel modo che crede più giusto.

Il senso di colpa, infatti, ha effetti sulla nostra capacità di giudizio e porta a sopravvalutare le conseguenze delle proprie azioni.

Utile in questi casi è tentare di valutare, magari con l'aiuto di una persona di cui ci si fida, la differenza tra la colpa soggettiva che si percepisce e la colpa "oggettiva".
In questo modo si può avere una percezione degli eventi maggiormente collegata alla realtà, comprendendo la discrepanza che alle volte esiste tra l'entità dell'errore e dell'emozione.

Il senso di colpa, come detto precedentemente, permette a ciascuno di riflettere sui propri comportamenti al fine di evitare di nuocere agli altri o, in caso lo si sia già fatto, di rimediare ai propri errori.

Tuttavia, il senso di colpa può diventare un'emozione costantemente presente che blocca la persona in uno stato continuo di auto-colpevolizzazione.

Il senso di colpa, in questi casi, può trasformarsi in un vero e proprio nemico interiore, che genera rabbia e disgusto verso se stessi, ansia, angoscia e tormento interiore, limitando fortemente la propria capacità di gioire.

Quando il senso di colpa assume caratteristiche tali da essere fortemente sproporzionato all'ntità dell'azione commessa, si trasforma da una potenziale emozione positiva e altruistica ad un vero e proprio tormentatore interiore.

In questi casi esso assume caratteristiche di rimugino mentale.

La persona non riesce a non pensare ai propri errori e difetti, con una costante sensazione di non poter estinguere la propria colpa.

È in questi casi che il senso di colpa può assumere le caratteristiche di una vera e propria psicopatologia.

È il caso, ad esempio, della depressione dove il senso di colpa assume le caratteristiche di una ruminazione continua, di un costante senso di rammarico che porta la persona a convincersi di meritare estreme forme di punizione che spesso vengono messe in atto dalla persona stessa, come nel caso delle azioni autolesionistiche o dei gesti suicidari.

La capacità di percepire il senso di colpa si acquisisce durante l'infanzia.

Il bambino, attraverso i rimproveri dei genitori, comprende la differenza tra azioni giuste e sbagliate.

Esempio tipico è il bambino che rompe un vaso lanciando una palla in casa e viene rimproverato per il danno commesso.
Tuttavia, spesso gli adulti non si limitano a correggere i comportamenti sbagliati dei bambini ma aggiungono, nei loro rimproveri, anche messaggi che possono iscriversi profondamente nella mente dei bambini ed influenzare la loro vita da grandi.

È il caso delle frasi come "Se lo fai mamma non ti vuole più bene", "Sei cattivo" oppure "Se lo fai ancora ti mando via".

Tali frasi generano un'emozione profonda nel bambino che apprende la possibilità di perdere l'appoggio e l'amore dei propri genitori a causa dei propri comportamenti.

Da questa consapevolezza, il bambino e l'adulto successivamente, può iniziare a mettere in atto azioni che hanno l'obiettivo di preservare l'affetto dell'altro.

Tipici sono i comportamenti di sottomissione che vengono attuati al solo fine di non perdere l'amore e l'approvazione delle persone.

L'adulto, che da bambino è stato spesso attaccato per i propri comportamenti e minacciato di essere abbandonato, si convince di non meritare l'amore e il rispetto e che il solo modo di non essere abbandonato da tutti sia quello di assecondare ogni loro desiderio, anche a costo della propria felicità.

Da quanto detto, si comprende come il senso di colpa possa facilmente trasformarsi nel nostro peggior nemico.

Per questo è utile imparare a gestire questo sentimento, al fine di non permettergli di influenzare ogni aspetto della propria vita.

Un'esercizio utile consiste nel pensare a come ci si comporterebbe se non ci si sentisse in colpa.

Questo permette di intravedere i propri reali desideri che spesso vengono annichiliti dalla colpa stessa.

Ricordarsi ogni giorno di essere umani e che la perfezione non esiste.

Certamente questa non può diventare una giustificazione dietro cui nascondersi ma spesso è utile ricordare a se stessi che l'errore fa parte della vita e che ciò che conta realmente sono i gesti riparativi che mettiamo in atto.

Il senso di colpa, come detto precedentemente, può andarsi a costituire in una vera e propria psicopatologia che compromette profondamente la qualità della vita.

In questi casi è opportuno rivolgersi ad un professionista psicologo.

Attraverso la psicoterapia, infatti, si può apprendere a tollerare il giudizio e la disapprovazione degli altri, impedendo così che questi limitino le proprie azioni ed impediscano di soddisfare i propri bisogni e desideri.

La terapia psicologica permette di riscoprire il proprio reale valore e di ridimensionare i propri standard che spesso sono eccessivamente rigidi e restrittivi.


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Bibliografia

  • Bellantuono C. (1994). La cura dell'infelicità, Theoria.

  • Freud S. (1917). Lutto e melanconia, Bollati Boringhieri.

  • Ghezzani N. (2018). Volersi male. Masochismo, panico, depressione. Il senso di colpa e le radici della sofferenza psichica, Franco Angeli.

  • Klein, M., Meneguz, G. (2012). Aggressività, angoscia, senso di colpa, Bollati Boringhieri.

  • Saita L. (2013). Liberarsi dai sensi di colpa,  FrancoAngeli.

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