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Dott. Francesco Scaccia
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Quanto sono razionali le nostre scelte?
dubbio
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Tutti noi siamo convinti che i nostri giudizi e le nostre decisioni siano il frutto di un processo cognitivo razionale.

Quando dobbiamo fare una scelta o risolvere un problema, infatti, tendiamo spesso a fare ragionamenti alla ricerca della soluzione più giusta.

Tuttavia, gli studi dimostrano come il nostro processo decisionale sia molto più esposto ad errori di giudizio di quanto si pensi.

Tendiamo, infatti, ad utilizzare quelle che la psicologia sociale e cognitiva definisce Euristiche del Pensiero.

Un’euristica è una strategia che permette di elaborare informazioni e formulare scelte e giudizi rapidamente e con il minor uso di energie attentive e cognitive.

Le euristiche hanno un importante valore adattivo e funzionale.

In molte situazioni, infatti, è indispensabile compiere scelte o giungere ad un giudizi rapidamente.

In caso di un terremoto, ad esempio, il tempo che impieghiamo a decidere cosa fare può avere importanti ripercussioni sulla possibilità di sopravvivenza.

Una situazione più comune può essere rappresentata dallo studente che deve decidere velocemente cosa e come rispondere alla domanda di un professore durante un’interrogazione.

Tuttavia, le euristiche, proprio per il fatto di essere strategie veloci utilizzate di frequente per giungere rapidamente a delle conclusioni, possono condurci spesso ad errore, inducendoci a veri e propri Bias Cognitivi.

I Bias cognitivi sono ragionamenti basati apparentemente sul pensiero logico ma, in realtà, si fondano su euristiche errate che inducono percezioni errate o deformate come, ad esempio, i pregiudizi e le ideologie.

Ecco un elenco di alcuni errori di ragionamento più comuni.

  • Euristica della rappresentatività: modalità di pensiero che tende a categorizzare un oggetto o vento sulla base della somiglianza e di stereotipi.
    Oggetti ed eventi che si somigliano vengono giudicati simili, sottovalutandone le differenze. Un esempio è quello di attribuire caratteristiche di personalità ad una persona sulla base della sua etnia di provenienza.

  • Bias di gruppo: è la tendenza automatica a sopravvalutare le capacità del proprio gruppo di appartenenza e a sottovalutare quelle di gruppi esterni.
    I successi del proprio gruppo, dunque, vengono attribuiti a merito e valore, i successi degli altri gruppi a fortuna, aiuti o slealtà.

  • Euristica della disponibilità: spesso le persone valutano la probabilità di un evento sulla base dell’esperienza personale e della disponibilità di ricordi di eventi simili nella propria memorie.
    Questa euristica tende a fa sopravvalutare la probabilità che si verifichi un evento solo per il fatto che spesso è capitato a noi senza contare la possibilità che ad altre persone non sia mai capitato.

  • Bias di Ancoraggio: tendenza a prendere decisioni sulla base di elementi limitati che tendiamo ad utilizzare come elementi di riferimento.

  • Fallacia del Gambler: tendenza a dare maggiore importanza ad eventi avvenuti nel passato anziché alla realtà attuale.
    Questo comporta, spesso, a prendere decisioni sulla base dell’esperienza pregressa senza tenere conto delle condizioni attuali che potrebbero essere cambiate nel tempo.

  • Bias di proiezione: ciascuno di noi tende a sovrastimare la possibilità che gli altri la pensino come noi.

  • Bias della negatività: attenzione selettiva a situazioni spiacevoli al fine di evitarle.
    Questo può comportare la sottovalutazione della frequenza di esperienze positive.

  • Euristica del riconoscimento: di fronte ad una scelta si tende ad optare per qualcosa che somiglia ad oggetti ed eventi già conosciuti, tendendo ad evitare il nuovo.
    La pubblicità basa molto la sua forza su questo tipo di errore di pensiero.
    Più, infatti, un oggetto viene pubblicizzato e più le persone tenderanno a comprarlo perché, anche se mai utilizzato, viene valutato come più sicuro perché conosciuto, anche se solo attraverso spot pubblicitari.

Dott. Francesco Scaccia
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Bibliografia

  • Cicogna Pier Carla (1999). Psicologia generale, Carocci.

  • Eysenck M.; Keane M. T. (1998). Manuale di psicologia cognitiva, Edizioni Sorbona.

  • Gigerenzer, G., (2007), Decisioni intuitive, Cortina Editore.

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