Roma
Zona Rebibbia
Zona Romanina
Zona Conca D'Oro
Tel. 3896048980     info@psicologodellerelazioni.it
 
 
Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
La Rabbia 22.06.2018
Rabbia
Rabbia

La Rabbia è una delle emozioni primarie, insieme alla paura, la tristezza, la gioia e la sorpresa.

La rabbia è un’emozione che si ritrova in ogni essere umano ed animale.

Negli uomini, l’espressione di questo stato d’animo è universale, le espressioni facciali della rabbia, ad esempio, sono identiche in tutto il mondo: i muscoli si irrigidiscono, il viso si colora, il tono della voce cambia, i denti vengono mostrati per incutere timore.

A cosa serve la rabbia in natura?

La rabbia originariamente era uno degli strumenti di cui la natura ha dotato gli animali (compreso l’uomo) per favorire la conservazione della specie.

La rabbia non è di per sé un’emozione negativa ma è una reazione normale ed utile in situazioni di pericolo in cui la propria vita, o quella dei membri della propria comunità, è messa in pericolo.

Il sentimento della rabbia, infatti, ci permette di affrontare i nemici, spaventandoli e dunque allontanandoli da noi o facendoli soccombere al nostro potere.

Immaginatevi una leonessa che deve allontanare un predatore che vuole catturare i suoi cuccioli.
La rabbia le permetterà di affrontare il pericolo mettendo così al sicuro i propri piccoli.

Con il tempo, tuttavia, la cultura e le regole sociali hanno imposto all’essere umano di controllare le manifestazioni della rabbia.

Oggi, infatti, la rabbia, generalmente si manifesta in modi mascherati e meno evidenti.

Si pensi, ad esempio, alla critica costante dell’altro che ha l’obiettivo di ridurre il suo potere e quindi la possibilità che ci attacchi.

Esempio classico è la squalifica costante ai propri dipendenti così che non si sentano in potere di chiedere maggiore attenzione ai propri diritti.

La rabbia si può esprimere anche in modo più indiretto e celato.

Un esempio sono le manifestazioni passivo-aggressive, in cui il proprio sentimento di rabbia non viene espresso direttamente ma attraverso errori o dimenticanze.
Tali comportamenti sono generalmente inconsapevoli, come quando, dopo una lite, si mette per sbaglio il sale nel caffè al proprio amato.

Quando la rabbia diventa negativa?

La rabbia diventa negativa quando ci accompagna costantemente ogni giorno e, soprattutto, quando crea sofferenza in noi o nelle persone a cui siamo legati.

Convivere quotidianamente con il sentimento della rabbia può, ad esempio, esporre le persone ad un maggior rischio di malattie coronariche.

Difficoltà nella gestione della propria rabbia possono arrecarci inoltre problemi nei nostri ambienti di vita come la scuola e il lavoro ed incrinare le relazioni con gli altri.

Cosa si può fare?

Imparare a gestire la propria rabbia è possibile.

Uno strumento utile è quello di saper riconoscere i propri stati d’animo così da comprendere come ci si sente ed evitare di agire in maniera inconsapevole le proprie emozioni.

Spesso, infatti, ci si accorge di essere arrabbiati solo dopo essere “esplosi”.

Il corpo, tuttavia, ci invia segnali come sudorazione, tachicardia, respiro accelerato, muscolatura irrigidita.
Questi segnali se ascoltati e riconosciuti tempestivamente, possono aiutarci ad evitare scoppi d’ira.

Altro strumento utile è ragionare, dopo una lite, su cosa ci ha fatto realmente arrabbiare.

Spesso, infatti, ci si attiva per ragioni futili che nascondono motivazioni più profonde.

Gli eventi della vita, infatti, riattivano in ricordi ed emozioni del passato, collegati ad episodi difficili.

Immaginiamo un bambino che veniva picchiato ogni volta che lasciava in disordine la propria camera.
Da adulto potrebbe reagire in maniera violenta alle critiche della propria moglie rispetto al suo essere disordinato.

La critica, infatti, riattiva in lui un senso di paura a cui reagisce attraverso comportamenti aggressivi.

Diventare consapevoli dell’origine delle proprie emozioni può aiutare a riconoscerle e dunque gestirle in maniera migliore, ad esempio, spiegando alla propria moglie perché è così difficile ricevere critiche riguardo il disordine e chiedendole quindi di trovare un nuovo modo per esprimere il suo malcontento.

Gestire la propria rabbia, tuttavia, non è così semplice.
La rabbia, infatti, non ha solo lo scopo di difenderci dagli attacchi ma è un emozione potente, che ci fa sentire forti e spesso viene utilizzata, in maniera inconsapevole, per celare a se stessi il dolore e, in alcuni casi, veri e propri stati depressivi.

La rabbia, infatti, fa sentire potenti ed è uno stato d’animo maggiormente piacevole del senso d’impotenza che si collega al sentimento di tristezza ed è per questo che, nonostante il desiderio di cambiare, non si riesce a rinunciare alla propria rabbia.

Senza la rabbia, infatti, ci si ritroverebbe soli con il proprio dolore che se non si è in grado di accettare e gestire può realmente distruggerci.

La psicoterapia si è dimostrata uno dei migliori e più efficaci strumenti nei casi di difficoltà collegate alla gestione della rabbia.

Attraverso l’aiuto e supporto di uno psicologo è possibile comprendere l’origine della propria rabbia, elaborare i traumi antichi non ancora superati, imparare a gestire le proprie emozioni attraverso una loro espressione più funzionale.

Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta

Roma
- Via Tiburtina, 994
- Via Gioacchino Volpe, 50
- Via Val di Non
3896048980 info@psicologodellerelazioni.it
www.psicologodellerelazioni.it


Bibliografia

  • Gabbard G.L. (2007). Psichiatria psicodinamica, Raffaello Cortina Editore.
  • Benjamin Lorna (1999). Diagnosi interpersonale e trattamento dei disturbi di personalità, Las.
  • Benjamin Lorna (2019). Terapia ricostruttiva interpersonale per la rabbia, l’ansia e la depressone, Raffaello Cortina Editore.

Torna al blog


 
Copyright© Dott. Francesco Scaccia
P.IVA.: 02565600422