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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
Relazioni e Potere 21.01.2019
Relazioni
Relazioni

Ognuno di noi vive in un’intricata rete di relazioni sociali.

Queste relazioni formano e influenzano le nostre scelte e azioni quotidiane.

Anche quando siamo da soli in realtà siamo sempre collegati a qualcuno.

Sarà capitato a chiunque, ad esempio, di pensare “cosa farebbe mia madre in questa situazione?” oppure “cosa direbbero gli altri se mi vedessero fare questa cosa?”.

Le relazioni sono quindi un elemento sempre presente nella nostra vita.

All’interno delle relazioni ognuno di noi può assumere diversi ruoli e posizioni che implicano un differente grado di potere.

Paul Watzlawick, nella sua opera “La Pragmatica della Comunicazione” ha distinto due tipi di relazione:

  • relazioni simmetriche;
  • relazioni complementari.

Si parla di Relazione Simmetrica quando due persone si pongono entrambe sullo stesso livello, con pari diritti e uguale potere di azione e decisione.

I rapporti simmetrici sono spesso instabili poiché è difficile che i vari membri di questo tipo di relazione accettino che l’altro si ponga sul proprio stesso livello.

Spesso si assiste a scontri al fine di stabilire chi dei due può assumere una posizione di supremazia e chi, invece, quella di sottomissione.

Si pensi, ad esempio, a quando due partner litigano per chi debba decidere la meta delle vacanze o due fratelli discutono per chi possa giocare ai videogame.

Spesso le relazioni di coppia si caratterizzano per un relazione simmetrica in cui avviene uno scontro infinito su chi debba detenere il potere all’interno del rapporto.

Questo tipo di coppie sono molto conflittuali, nessun partner accetta, nemmeno per un momento, di concedere all’altro una posizione di maggiore poter.

Nonostante il conflitto queste coppie possono non decidere mai di separarsi.
La rottura del legame, infatti, viene considerata come una resa in battaglia che si scontrerebbe con l’obbiettivo principale dei membri della coppia: definire chi comanda.
Nelle Relazioni Complementari, invece, le persone si pongono sue due piani differenti.
In queste relazioni i ruoli sono chiari e definiti: qualcuno assume una posizione dominante e qualcun altro una posizione subordinata.

Sebbene la relazione complementare possa sembrare una relazione impari esse non hanno per forza un valore negativo.

Si pensi, ad esempio, al rapporto genitori e figli oppure a quello tra insegnante e studente.

In questi esempi è evidente la necessità di posizioni differenti all’interno del rapporto. Sarebbe negativo, invece, se un bambino di 5 anni assumesse lo stesso potere relazionale dei genitori, come avviene, ad esempio, quando i genitori sono in balìa dei capricci dei figli.

Se molte coppie si caratterizzano per uno scontro di tipo simmetrico, molte altre si basano su una relazione rigidamente complementare, dove è sempre un solo partner a decidere mentre l’altro accetta remissivamente.

La relazione complementare è funzionale quando i membri accettano questa differenza di potere.

Questo può avvenire, ad esempio, quando un partner accetta di assumere su di se maggior potere e di conseguenza anche maggiori responsabilità e l’altro partner acconsente a delegare parte della propria autorità al fine, ad esempio, di ricevere cura e protezione e assumersi meno rischi decisionali.

Non sono funzionali, invece, le relazioni in cui la complementarità è imposta, come, ad esempio, nelle situazioni di dipendenza affettiva o in cui è presente un partner abusante.

Da quanto detto dunque si comprende come le relazioni simmetriche e complementari rappresentino semplicemente dei modelli di relazioni che possono assumere, asseconda delle situazioni, un valore positivo o negativo.

I problemi insorgono quando i rapporti interpersonali si irrigidiscono su un tipo di modello relazionale, quando, ad esempio, in una situazione simmetrica nessuno è mai disposto a cedere un po’ del proprio potere o quando in una relazione complementare è impossibile cambiare ruolo e chi è in posizione subordinata deve sempre accettare le decisioni dell’altro.

Salutari sono i rapporti che si caratterizzano per una flessibilità relazionale, in cui esiste la possibilità di alternare modalità simmetriche e complementari a seconda di ciò che la situazione richiede.

Dott. Francesco Scaccia
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Bibliografia

  • Bateson Gregory (1972). Verso un’ecologia della mente, Adelphi.
  • Selvini Palazzoli Mara (1988). I giochi psicotici della famiglia, Raffaello Cortina Editore.
  • Watzlawick P., et al. (1971). Pragmatica della Comunicazione Umana, Astrolabio.

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