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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
I padri fondatori della Terapia Familiare Sistemico-Relazionale 10.04.2017
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La Terapia della Famiglia si sviluppa nel secondo dopoguerra a partire da alcuni studiosi che iniziarono a notare che i pazienti psicotici, presi in cura all'interno di strutture psichiatriche, sembrassero aggravarsi nuovamente in seguito al loro rientro a casa.
Da qui nacque l'interesse per lo studio dei pazienti all'interno dei contesti in cui i sintomi si erano prodotti e sembravano mantenersi, principalmente la famiglia.

Negli anni '50 la Terapia Familiare assunse la forma di movimento più strutturato attraverso l'applicazione, allo studio dell'uomo, di due teorie sviluppate in quel periodo.

  • La Teoria Generale dei Sistemi di Bertalanffy che permise a questi studiosi di trovare un supporto teorico a cio che stavano osservando nei loro studi.
    La famiglia venne concettualizzata come sistema, ovvero una struttura composta da più elementi in cui il cambiamento di uno di essi ha effetti sugli altri e sulla struttura stessa che li contiene.
    Gli studiosi iniziarono così a concentrarsi sulle relazione tra le parti del sistema (i vari membri della famiglia) piuttosto che sugli elementi in sè. Anche gli esseri viventi, come l'uomo, vennero definiti come sistemi in scambio continuo di materia ed informazione con l'ambiente circostante.

  • La Teoria Cibernetica, la scienza che studia i processi di regolazione, controllo, trasmissione di informazioni nei sistemi, permise di studiare i processi che avvengono all'interno delle famiglie.
    In una prima fase, venne applicata la Cibernetica di Primo Ordine, gli studiosi si interessarono principalmente allo studio del momento attuale, il presente, tralasciando l'osservazione del passato e del futuro e vennero presi in considerazione solo i processi osservabili come i comportamenti tralasciando lo studio della struttura interna, la cosiddetta "scatola nera", la parte non osservabile della mente (ad esempio i pensieri).
    In un secondo tempo, si passò alla Cibernetica di Secondo Ordine che estese lo studio alla storia del sistema, reintroducendo il passato ed il futuro, e ai processi che inducono dei cambiamenti all'interno del sistema. Con questa teorizzazione, l'osservatore stesso, ad esempio lo psicologo, venne concettualizzato come parte dello stesso sistema che osservava, ad esempio la famiglia.

Il padre fondatore della terapia sistemica è considerato Gregory Bateson che, rifacendosi alla Teoria dei tipi logici di Russell, teorizzò che nelle famiglie in cui era presente una persona schizofrenica vi fosse un'incapacita a discriminare tra livelli comunicativi di tipo logico differente, ad esempio quello letterale e quello metaforico.
Egli definì il concetto di doppio vincolo, comunicazioni ricorrenti tra due o piu persone legate da una relazione intensa, ad esempio, un genitore e il figlio, in cui uno dei due comunica contemporaneamente due messaggi tra loro contraddittori. Chi riceve le comunicazioni non riesce a discriminare a quale messaggio debba rispondere e così si trova nella situazione di blocco con conseguente incapacita a comunicare.
Delineò inoltre, la Teoria delle coalizioni che descrive i processi di coalizioni ed esclusione che avvengono all'interno del sistema famiglia.

Riprendendo gli studi di Bateson, il gruppo di studio guidato da Watzlawick delineò in Pragmatica della comunicazione umana, un'importante teoria della comunicazione.
Secondo tale approccio comunicare è un atto pragmatico, ha cioè conseguenze dirette sul comportamento degli individui e si caratterizza per la qualità di essere circolare.
Watzlawick ha delineato cinque assiomi della comunicazione: l'impossibilita di non comunicare, la distinzione tra livelli comunicativi di contenuto e di relazione, il concetto di punteggiatura della sequenza degli eventi, la distinzione tra comunicazione numerica e analogica e quella tra interazione complementare e simmetrica.
Importante è il suo studio della comunicazione patologica, con i concetti di squalifica, conferma, rifiuto e disconferma che, sebbene presenti in ogni tipo di comunicazione, sono presenti in maniera rigida ed eccessiva nelle comunicazioni patologiche.
Egli ha anche sistematizzato il concetto di paradosso, una contraddizione che deriva dalla deduzione corretta da premesse coerenti. Nei paradossi pragmatici si verifica una situazione in cui un individuo, all'interno di una relazione, per poter obbedire ad un'ingiunzione comunicatagli deve disobbedire ad essa, creando appunto una situazione di confusione paradossale.
Tipico è l'esempio di una persona che dice ad un’altra di essere spontaneo. In seguito alla comunicazione la persona se si comportasse in maniera spontanea in realtà non lo farebbe spontaneamente perchè seguirebbe il comando ricevuto dall’altro.

Sempre in quegli anni, Haley riprese le teorie di Milton Erikson, che faceva parte del gruppo di Palo Alto guidato da Bateson, delineando la sua Teoria del potere, secondo la quale nei sistemi come le famiglie ci sarebbe una lotta costante per il controllo della relazione, e il concetto di Triangolo Perverso: due persone appartenenti a due diverse posizioni gerarchiche, ad esempio un padre ed un figlio, che si alleano in maniera latente contro un terzo, ad esempio la madre.
Egli introdusse in terapia anche il concetto di Ciclo Vitale: la famiglia, nel corso della sua storia, compie un processo evolutivo composto di varie fasi, ognuna delle quali implica un compito che la famiglia come sistema e i singoli membri che la compongono debbono portare a termine per poter passare alla fase successiva con una conseguente ristrutturazione dei legami al suo interno.
Quando una famiglia non riesce ad attuare il cambiamento si blocca ad una tappa del ciclo vitale ed e questo, secondo lo studioso, che induce lo sviluppo dei sintomi psichiatrici.

In Italia Luigi Cancrini ha ripreso tale concetto di ciclo vitale, mettendo in luce le importanti conseguenze dei blocchi evolutivi sulla salute psichica dei singoli membri della famiglia, che possono generare lo sviluppo di patologia psichica in uno o piu dei loro membri.

Sempre in quegli anni, altri studiosi si interessarono allo studio della famiglia, concentrandosi non tanto sulla comunicazione ma su altre caratteristiche del sistema.

Bowen introdusse l'Ipotesi Trigenerazionale della schizofrenia che afferma che vi è una trasmissione trigenerazionale della patologia per cui e importante estendere lo studio dal paziente alla sua famiglia di origine, allargando lo sguardo fino ad almeno la terza generazione.
Partendo da nonni relativamente maturi, si ha un figlio che rimane immaturo perchè troppo legato alla madre. Successivamente questo sceglierà un partner altrettanto immaturo ed insieme genereranno un figlio che rimarrà simbioticamente legato alla madre con conseguente sviluppo dei sintomi schizofrenici.
Bowen ha anche insistito sull'importanza dello studio della storia della famiglia, dando molta attenzione alle famiglie di origine, delineando i concetti di Massa indifferenziata dell'Io familiare e differenziazione: ogni individuo possiede un grado di differenziazione del proprio sè dalla massa familiare che implica quanto il suo comportamento, a livello inconsapevole, sia influenzato dalle dinamiche interne al suo sistema di origine.

Minuchin si interessò al concetto di Struttura Familiare dando importanza al concetto di confini: regole tacite che definiscono chi e come partecipa ad un dato sistema e che permettono di differenziare i vari sottosistemi all'interno di un sistema sopraelevato, indicano i ruoli, le funzioni, la gerarchia e la distanza relazionale.
Egli descrisse due tipologie di famiglia, quelle invischiate e quelle disimpegnate. Nelle prime, i confini sarebbero eccessivamente fluidi all'interno della famiglia, tanto da essere quasi impossibile stabilire un sottosistema da un altro, quello dei genitori da quello dei figli ad esempio. I confini con il mondo esterno invece appaiono rigidi. In queste famiglie si osserva una mancanza di differenziazione tra gli individui per cui i vari membri sono legati da un'alta risonanza. Nelle famiglie disimpegnate, invece, sembrerebbe esserci un deficit nei legami relazionali, i confini interni sono eccessivamente rigidi, ogni membro sembra essere isolato dagli altri, i confini con il mondo esterno sono troppo permeabili per cui la famiglia è fortemente influenzata da ciò che avviene all'esterno.

Dott. Francesco Scaccia, Psicologo Psicoterapeuta
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Leggi anche "La Psicoterapia Sistemico Relazionale e Familiare".

Bibliografia

  • Bruni F.; De Filippi P.G. (2007). La Tela di Penelope. Origini e sviluppi della terapia familiare, Torino, Bollati Boringhieri.
  • Hoffman L. (1984). Principi di terapia della famiglia, Roma, Astrolabio.
  • www.cstfr.org

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