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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
La Famiglia Adottiva 12.05.2018
Famiglia adottiva
Famiglia adottiva

Il desiderio di un figlio rappresenta una tappa normale del ciclo vitale di molte famiglie.

Cosa succede se questo desiderio non può venire realizzato?

Oggi la scienza permette di superare alcuni limiti imposti dal nostro corpo ma spesso questo implica un percorso lungo e difficile, fatto di speranze e, a volte, di molte delusioni.

Se le procedure mediche non vanno a buon fine la coppia può valutare la possibilità dell’adozione.

Tuttavia, il percorso non è sempre così semplice e lineare.

La scoperta di non poter mettere al mondo un figlio genera inevitabilmente nella coppia una ferita estremamente dolorosa.

La donna può sentirsi inutile, menomata. L’uomo ferito nella propria virilità.

La coppia, inoltre, percepisce la propria unione minacciata.

Il partner sterile può essere percepito dall’altro come colui o colei che non permette la realizzazione del proprio desiderio di generatività.
Egli stesso si percepisce mancante di qualcosa, con inevitabili sensi di coppia verso l’altro.

La scoperta della sterilità può far quindi nascere recriminazioni ed un rancore silenzioso che in alcuni casi può anche portare ad una grave crisi della coppia o alla fine della relazione stessa.

Se questa ferita non viene sufficientemente elaborata si corre il rischio che si passi dal desiderare un figlio al bisogno di un bambino.

Il figlio in questo caso può rappresentare una sorta di ricompensazione per il dolore sofferto e per il danno subito con inevitabili ripercussioni nel rapporto genitore-figlio.

L’adozione, inoltre, nasce da una duplice ferita: per la coppia l’assenza di un figlio naturale, per il bambino l’assenza dei genitori biologici.

Il bambino adottato ha, infatti, un passato ed una sua storia che non può non essere presa in considerazione dai futuri genitori.

Anche lui ha subito un trauma affettivo: si è dovuto separare dai suoi genitori o, in altri casi, non li ha mai conosciuti.

Il bambino, dunque, non ha potuto realizzare il desiderio di rimanere con la sua famiglia naturale.

Questa esperienza traumatica può generare nel bambino adottato problematiche nel suo sviluppo psicoaffettivo che potranno portare alla costituzione di un rapporto disfunzionale con i genitori adottivi.

È evidente dunque quanto sia importante accompagnare queste famiglie fin dalla scelta di adottare un figlio e, soprattutto, nel periodo post-adozione evitando così che si sviluppino processi di evitamento del dolore e della delusione.

Un percorso di supporto psicologico, infatti, può aiutare queste famiglie ad elaborare i vecchi traumi subiti evitando così che antiche ferite possano compromettere lo sviluppo di un legame sano.

L’obiettivo non è dimenticarsi di queste ferite o colmarle ma elaborarle in un percorso generativo e riattivare così il percorso di vita dell’intera famiglia.

Lo psicologo può supportare queste famiglie nelle prime fasi di creazione del rapporto, permettendo al bambino di sviluppare un senso di appartenenza ai nuovi genitori.

La psicoterapia può aiutare nel riorganizzare la relazione di coppia e permettere l’espressione dell’eventuale crisi e, perciò, favorire un suo superamento.

Lo psicologo può aiutare i genitori a costruire uno spazio fisico e mentale per accogliere un terzo e passare così da un rapporto di coppia ad un rapporto triadico.

Un altro obiettivo è quello di permettere alle famiglie adottive un incontro sano e generativo con la diversità.

È inevitabile, infatti, che un figlio adottivo presenti differenze fisiche, culturali o sociali rispetto ai genitori adottivi.
È essenziale non ignorare queste differenze ma riconoscerle per valorizzarle come un dono che il figlio porta nella famiglia.

Un supporto psicologico permette ai genitori adottivi di non instaurare un processo di competizione e contrapposizione con i genitori naturali.
L’elemento essenziale è che la coppia sia disposta ad accettare, accogliere e prendersi cura di un figlio “nato da altri”.

L’obiettivo principale è dunque quello di favorire la nascita di una nuova famiglia e la rinascita di ogni suo componente con la costruzione di un legame solido la creazione di una storia condivisa.

Dott. Francesco Scaccia
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Bibliografia

  • Andolfi Maurizio (1999). La crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale, Raffaello Cortina Editore.
  • Cavalli S., Aglietti M.C. (2004). Desiderare un figlio, adottare un bambino. Armando Editore.
  • De Luca V., Straniero G. (1995). Un figlio ad ogni costo?, SEI.
  • Scabini E., Cigoli V. (2012). Alla ricerca del famigliare. Il modello relazionale-simbolico, Raffaello Cortina Editore.

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