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Dott. Francesco Scaccia
Psicologo Psicoterapeuta
 
Dott. Francesco Scaccia Psicologo
Depressione e Malattie Dermatologiche 12.02.2018
depressione
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Depressione e malattie dermatologiche sono strettamente correlate.

Il 30% delle persone affette da malattie della pelle presenta anche uno stato depressivo più o meno grave.

I Disturbi dell’umore sono, infatti , le sindromi che maggiormente accompagnano le malattie della pelle come la Psoriasi o la Dermatite.

Le malattie dermatologiche possono essere uno dei sintomi psicosomatici di un disturbo depressivo preesistente.
Molte persone, infatti manifestano, tra gli altri sintomi, anche vari disturbi psicosomatici come difficoltà di digestione e facile affaticabilità.

Il collegamento tra questi due disturbi può avvenire anche nella direzione opposta.

La depressione, infatti, può svilupparsi in seguito ad una malattia dermatologica.

Tra questi due disturbi spesso si instaura un vero e proprio circolo vizioso.

Una depressione latente può condurre allo sviluppo di malattie dermatologiche, come la psoriasi.

Le malattie della pelle, a loro volta, possono indurre all’isolamento, a una percezione di sé come persona non amabile con conseguente sfiducia in se stessi.
Tutto questo non fa altro che esacerbare il disturbo depressivo già presente.

Perché la Depressione si associa ai Disturbi dermatologici?

Questa associazione sembrerebbe nascere dalla tendenza delle persone depresse alla scissione tra soma e psiche.

La depressione, infatti, spesso induce le persone a tentare di cancellare dalla mente ricordi, pensieri e sentimenti angosciosi.

Questi elementi psichici rimossi tendono, tuttavia, a riversarsi sul corpo alla ricerca di una qualche loro elaborazione.

Questa tendenza a scaricare sul corpo sarebbe il risultato di carenze avvenute durante l’infanzia.

Vari studi hanno, infatti, dimostrato come tali carenze determinino una maggiore cagionevolezza e suscettibilità ad ammalarsi.

Perché ci si ammala?

Le insufficienti cure infantili hanno generato difficoltà di comunicazione, di entrare in relazione con gli altri e una difficile gestione degli stress e regolazione emotiva.

Tutto questo può generare stati infiammatori fisici generici che indeboliscono il sistema immunitario e generano, ad esempio, una minore presenza di serotonina che porta allo sviluppo di sintomi depressivi.

Perché la pelle?

La pelle, durante l’infanzia, è l’elemento centrale che permette la relazione del bambino con la madre.

Attraverso la pelle passa il calore materno, le carezze, la sensazione di contatto e vicinanza necessaria per sentirsi al sicuro.

La pelle, inoltre, agisce come scudo contro le aggressione del mondo esterno.
Fungendo da confine tra il dentro e il fuori, permette al bambino di percepirsi come separato dalla propria madre e allo stesso tempo unito a lei attraverso l’allattamento e il contatto fisico.

A livello psicologico perciò la pelle ha un ruolo fondamentale nella costituzione dell’Io psichico dell’individuo.

L’essere tenuto in braccio (holding) fa percepire al bambino di avere uno corpo.
Da tale percezione emergerà il senso della propria esistenza reale nel mondo.

L’handling, ovvero l’essere toccato, manipolato dalla madre, fa percepire al bambino di avere un corpo che contiene e riceve stimoli.

Successivamente questo gli permetterà di riconoscere e distinguere l’esistenza di un proprio mondo interiore separato dal mondo esterno.

L’handling permette, inoltre, la strutturazione della Personalizzazione, che consiste nell’instaurazione di una relazione tra psiche e soma a partire dalla percezione di possedere una mente ed un corpo.

La percezione tattile corporea, dunque, contribuisce allo sviluppo di tre importanti funzioni psichiche:

  • l’organizzazione della propria immagine corporea,
  • l’organizzazione della propria individualità unica e separata dall’altro,
  • la modulazione e regolazione emotiva.

Tuttavia, in presenza di carenze nelle cure infantile, questi importanti processi non si strutturano o si sviluppano in maniera deficitaria con conseguente sviluppo di sintomatologie psichiche (depressione) e somatiche (malattie dermatologiche).

In presenza di malattie della pelle è, dunque, sempre importante domandarsi se dietro tali disturbi vi sia una depressione che tenta di esprimersi attraverso il corpo o che si è sviluppata in seguito alla malattia dermatologica stessa.

In presenza di sintomi depressivi collegati a malattie della pelle è importante offrire uno spazio di supporto psicologico al fine di impedire che i due disturbi si incrementino l’un con l’altro in un vortice senza fine.

Una psicoterapia, dando voce al dolore psichico di queste persone, può aiutare ad interrompere l’espressione della sofferenza attraverso il corpo.

La psicoterapia, accompagnata alla cura medica delle malattie dermatologiche, si è dimostrata uno strumento utile in queste situazioni.

Un percorso psicologico permette di acquisire una maggior capacità di gestione dello stress e favorisce lo sviluppo di un’adeguata capacità di modulazione delle emozioni.

Uno psicoterapeuta, inoltre, può aiutare a modificare quella che viene definita interpretazione esternalizzante.

Nelle persone che presentano malattie dermatologiche, infatti, spesso si riscontra un atteggiamento di passività di fronte alle difficoltà ed una tendenza ad attribuire all’esterno la causa della propria sofferenza fisica ed emotiva.

Le persone depresse e con malattie della pelle come la psoriasi, tendono spesso a porsi come vittime di un mondo cattivo.
Tuttavia, questo atteggiamento di passività li induce ad inibire le proprie capacità di risoluzione di un problema, relegandosi così in una posizione di inferiorità e sofferenza costante.

La psicoterapia può aiutare queste persone ad acquisire un maggior controllo della propria vita, sviluppando una maggiore autostima e capacità nell’utilizzare le proprie risorse.

Dott. Francesco Scaccia
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Bibliografia

  • Didier Anzieu (2017). L’Io –pelle, Raffaello Cortina Editore.
  • Solano Luigi (2001). Tra mente e corpo. Come si costruisce la salute, Raffaello Cortina Editore.
  • Winnicott D.W. (1995). “La malattia psicosomatica: aspetti positivi e negativi”, Esplorazioni Psicoanalitiche, Raffaello Cortina Editore.

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